Il progetto

Lo spettacolo “Giugliètt’e Romè” nasce nei vicoli di Bari vecchia, ma potrebbe trattarsi dei vicoli di Verona, Buenos Aires o di qualsiasi altra città del mondo, perchè laddove c’è un amore impossibile da vivere a causa dell’odio tra due famiglie tutto il mondo diventa paese.

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Su queste premesse, il 29 Settembre 2012, in Piazza Santa Maria del Buonconsiglio, cuore di Bari, si sono accesi i riflettori per la prima di “Giugliètt’e Romè”, progetto di integrazione sociale in cui i ragazzi del centro storico da sempre etichettati per le loro storie di vita e di marginalità e per la loro tendenza ad usare come unica lingua quella dialettale, diventano per la prima volta riconosciuti nelle loro competenze e, attraverso un laboratorio tenutosi nella loro “dimora,” divengono allenatori della lingua dialettale, in un processo che vede i ruoli capovolti, perchè questa volta sono gli esperti (gli attori) a dover apprendere dalla gente che vive la strada, riuscendo così a toccare quelle corde emotive profonde che solo il calore della lingua dialettale può far raggiungere.

Il testo shakespeariano, infatti, tradotto da Felice Giovine, Presidente dell’Accademia della lingua barese “Alfredo Giovine”, è stato oggetto di studio per i partecipanti del laboratorio sociale e ha formato due attori esordienti che hanno preso parte attivamente alla messa in scena finale.

La formula di interazione tra cinema e teatro ha suscitato e garantito un interesse sul pubblico, dandogli la possibilità di appassionarsi ai personaggi del dramma in maniera innovativa, avendoli presentati dapprima in video per poi farli rivivere sul palcoscenico. Inserire nello spettacolo teatrale delle scene cinematografiche che fungono da servizio al teatro nel dialogo tra attore “reale” e attore “virtuale”, nasce anche dall’esigenza di ampliare la prospettiva visiva dello spettatore e mostrare i maglifici luoghi del Centro Storico.

La scelta del dialetto come lingua “ufficiale” del progetto risponde alla volontà di valorizzare un patrimonio linguistico e culturale di indiscutibile importanza e di affidare alla lingua dialettale il compito di esprimere temi di carattere universale. La stessa messa in scena si propone quale evento di rottura con quella emarginazione ancora esistente nei confronti di “chi parla” quella lingua.

Il nostro prossimo obiettivo è quello di esportare lo spettacolo fuori dalla regione per raggiungere le tante comunità di pugliesi nel mondo e condividere un’esperienza artistica e sociale, che afferma l’identità del popolo pugliese attraverso un dialetto consacrato a lingua.

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